Il postmoderno in pillole – 0

Se per orientarvi nel postmoderno cercate un elenco di autori postmoderni, ci troverete probabilmente Jorge Louis Borges, William Burroughs, Kurt Vonnegut, Philip K. Dick, Julio Cortázar, Thomas Pynchon, Gabriel Garcia Marquez, Vladimir Nabokov, Italo Calvino, Don DeLillo, Georges Perec, Edouard Limonov, Ryu Murakami, Umberto Eco, Bret Easton Ellis, Alan Moore, Orhan Pamuk, Douglas Coupland, David Foster Wallace, Jonathan Lethem, Jonathan Safran Foer, Antonio Moresco e molti altri: praticamente, tutto quel che di rilevante è accaduto nel mondo della letteratura nell’ultimo mezzo secolo e più.

È evidente che un elenco del genere non può essere preso sul serio. A meno di considerarlo, a sua volta, postmoderno.

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Il sesso platonico

Nonostante si apra con quella che tutto sommato è una scena di sesso tra ragazzi, Blowjim non parla mai di sesso tra ragazzi: che meriterebbe senz’altro un romanzo a parte, e i cui esempi in effetti non mancano.

Riannodando il filo un quarto di secolo più tardi, Blowjim parla inevitabilmente di sesso tra adulti: una faccenda che alla maggior parte degli adulti, peraltro, capita solo ogni tanto. Quanto farà in totale, tre o quattro ore l’anno? Se ci si arriva. Eppure attorno a queste tre o quattro ore strutturiamo gran parte della nostra vita cosciente e anche incosciente: come ci vestiamo, la palestra per mantenerci atletici, le diete, il trucco, le pose, l’oroscopo: gira tutto lì attorno, in questo sono decisamente d’accordo con Freud.

Allora pensavo che potesse essere possibile che il ricorrere di un evento di questa natura potesse scatenare da solo effetti profondi e duraturi: segnare dei punti di svolta. E così l’incontro tra Melanie e Jim, che come la cometa di Halley torna a distanza di decenni trovando un mondo molto cambiato, si svolge in due modi completamente diversi e ha un impatto su Melanie altrettanto diverso.

È bella questa spiegazione, no? Mi piace molto come descrive la genesi della storia. Peccato che non spieghi veramente nulla, della storia, perché me la sono data poco fa, quando la storia l’avevo già scritta da anni. Quindi non è una spiegazione, ma una interpretazione della storia: vale come tutte le altre, che siano mie o non mie. E questo succede per via del platonismo.

Il platonismo che ho in mente io è quello che si trova nelle discussioni – ancora accese – tra realisti (o platonisti) e costruttivisti (o intuizionisti) sulle idee matematiche. Se siete nella maggioranza degli italiani che detesta la matematica, basta pensare alla cosa più semplice che vi viene in mente, che so: la distinzione tra numeri pari e numeri dispari.

La distinzione tra pari e dispari e le altre idee della matematica dove vivono? Hanno una esistenza propria, reale, immutabile e noi ci limitiamo a scoprirle (come dicono i realisti-platonisti) oppure sono costruzioni dell’uomo e vivono soltanto nella testa dell’uomo (come dicono i costruttivisti-intuizionisti)? Non voglio qui entrare nella discussione, ma piuttosto allargarla: perché limitarsi alle idee matematiche? Quando Michelangelo dice che scolpire significa “liberare il marmo del suo soverchio” non ha in mente una concezione platonista?

Per quanto mi riguarda, ho l’impressione che la stessa discussione, in fondo, si possa fare per le storie. Nel caso, mi schiererei dalla parte dei platonisti, probabilmente perché ho troppo poca fantasia per essere costruttivista. Le storie mi è sempre sembrato di scoprirle, più che di costruirle. Se allora sono già lì e vanno solo illuminate, in Blowjim ha perfettamente senso che Melanie non sappia tutto di quello che è successo, e che una parte della verità resti in mano a Jim, un’altra al narratore e un’altra ancora al lettore. Perché è così, mi sembra, che vanno le cose nella vita.

Riassumendo: è il platonismo che spiega gli effetti dell’amore non platonico. Così va la vita.

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Muoia Sansone

Dopo quarant’anni di sottomissione ai Filistei, gli Israeliti vengono liberati da Sansone. Sansone è un personaggio di cui tutti ricordano la capigliatura e la morte,  e nessuno le contraddizioni: è stato per vent’anni giudice ma non è particolarmente riflessivo; anzi è un donnaiolo impenitente e quando si innervosisce – spesso per questioni di puntiglio – ammazza non meno di trenta persone alla volta.

Il ricordo che ne abbiamo è insomma superficiale, ed è un peccato perché Sansone avrebbe fatto sdilinquire legioni di psicanalisti freudiani con la sua prorompente virilità e propensione a cedere alle pulsioni, al sesso, alla rabbia; e quando alla fine schianta le colonne del palazzo dove è tenuto prigioniero, morendo con tutti i Filistei, il nostro compie lo stesso gesto dei tanti uomini o donne che dopo anni di pazienza lasciano riemergere i loro desideri più profondi e decidono di schiantare tutto. Un tutto che di solito cade addosso, per bel ringraziamento, a chi è stato loro più vicino.

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Chi vince non piglia pesci – ovvero: ci si vede a Bookcity

I talent, pare, sono fatti per scovare i talenti. Ma dato che i talent sono nati per la televisione, i talenti che sono in grado di scovare sono eminentemente televisivi. Il talento di cantare una canzone di 3 minuti. Il talento di ballare un balletto di 4 minuti. Il talento di cucinare una ricetta di 5 minuti (più il tempo di cottura).

Scrivere un librio, al contrario, è una faccenda lentissima, lunghissima e noiosissima per tutti quelli che non sono l’autore. Per questo i talent letterari sono, se non una contraddizione in termini, quanto meno una faccenda abbastanza anomala.

Per partecipare al talent di RTL102.5-Mursia, ad esempio, il talento fondamentale che ho dovuto mettere in campo si è articolato in: 1) ascoltare RTL102.5; 2) spedire il romanzo a Mursia; 3) aspettare. Con queste credenziali, è evidente che non potevo pensare di vincere un talent letterario. Per fortuna, però, questo talent letterario non lo vince l’autore ma lo vince il romanzo, come è giusto.

Allora alla domanda fondamentale di questo incontro inserito all’interno del programma BookCity, dedicato a questo bizzarro talent, domanda che suona più o meno “Come cambia la vita per uno scrittore esordiente?”, bisogna fondamentalmente rispondere “Per niente”, come è giusto.

La vita cambia per chi ha vinto, quindi per il romanzo che viene pubblicato, distribuito, pubblicizzato, fotografato, distribuito, recensito e promuove addirittura l’incontro tra persone che diversamente non si sarebbero mai incontrate, come potrebbe succedere se avete voglia di passare domenica 18 novembre alle ore 14,00 alla Fondazione Adolfo Pini di Milano.

Così potrò dirvi “Per niente” di persona, e magari chiacchiereremo un po’ di chi ha vinto: BlowJim.

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Una lezione dalla matematica

La matematica, si dice, non sta tanto nell’avere le risposte: sta in come ti comporti quando non le conosci.

Ora, questa è una cosa che forse solo chi ha fatto un po’ di matematica capirà fino in fondo; ma la letteratura, dopotutto, funziona nello stesso modo: non sta nel sapere come andrà a finire la storia, ma in come ti comporti quando non lo sai ancora.

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Il principale vantaggio

Quando scrivevo le prime cose, tra i 20 e i 10 anni fa, pensavo che il principale vantaggio e maggior differenza degli scrittori moderni rispetto a quelli di una volta fosse il comando CTRL-F, che quando hai scritto centinaia di pagine ti permette di trovare a colpo sicuro quel paragrafo che vuoi ricontrollare.

Poi però la tecnologia ha cominciato ad andare sempre più veloce, così poco dopo aver scoperto Pynchon e l’uso che faceva dei baedeker, è arrivata una cosa centomila volte più potente che si chiamava wikipedia, e ricordo la prima cosa che ho scritto con wiki, una scena a San Pietroburgo di cui vado ancora piuttosto orgoglioso – della scena intendo, mentre a San Pietroburgo ancora non ci sono mai stato.

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Presentazione alla libreria Farenheit 451 di Piacenza

Mercoledì 24 ottobre 2018 chiacchiereremo di leggende del rock, romanzi postmoderni, premi letterari, uomini sulla luna e altre faccende non necessariamente collegate fra loro alla libreria Farenheit 451 di Piacenza, un bellissimo spazio in centro città. Per tutte le domande a cui non saprò rispondere io, sarà presente la bravissima Eleonora Bagarotti, sicuramente più preparata di me su buona parte delle cose di cui potremmo parlare (leggende del rock e uomini sulla luna soprattutto, ammesso che le due categorie siano veramente distinte).

Chi volesse passare, mi farà molto piacere.

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